
Ci sono momenti in cui pensi che una porta che si chiude sia la fine di tutto. Per C., per molto tempo, lo è sembrato davvero.
Il rugby non era solo una grande passione ma un mondo che sentiva suo, costruito allenamento dopo allenamento.
Poi sono arrivate le visite mediche, risposte che non volevano essere ascoltate e una decisione che non lasciava alternative. Quel percorso non poteva continuare. La delusione è stata grande, difficile da nascondere.
Per un ragazzo che vive lo sport come parte della propria identità, fermarsi non è semplice. Serve tempo per accettare, ma soprattutto serve qualcuno che sappia guardare oltre ciò che sembra perduto.
A gennaio dello scorso anno arriva una proposta diversa, la nostra educatrice Vita fa conoscere a C. il tiro con l’arco. Un’idea lontana da tutto ciò che aveva conosciuto fino a quel momento. All’inizio una sola volta a settimana, senza pressioni né aspettative. Poi, lentamente, qualcosa si rimette in moto. Con il supporto di Marina, l’istruttrice tecnica,e del nostro team con un’attenzione prima di tutto psicologica ed educativa, C. ritrova concentrazione, fiducia ed equilibrio.
Oggi frequenta il secondo anno e si allena due volte a settimana, il martedì e il giovedì, subito dopo la scuola, accompagnato dal padre. È sereno, determinato, presente. Si sta preparando per la sua prima gara indoor alla distanza di 18 metri, con l’impegno di chi ha riscoperto il piacere di mettersi in gioco.
La storia di C. ci ricorda che non tutte le strade interrotte sono sconfitte. A volte sono deviazioni necessarie, occasioni per rimettere a fuoco desideri, limiti e nuove possibilità. È qui che prende forma, in modo concreto, la missione di Sport Senza Frontiere, guardare ogni ragazzo nella sua unicità e costruire intorno a lui opportunità reali, accessibili, sostenibili. Grazie a una rete solidale di circa 200 associazioni sportive su tutto il territorio, siamo in grado di individuare e proporre il contesto sportivo più adatto alle esigenze fisiche, emotive ed educative di ciascun minore, trasformando una difficoltà in un nuovo punto di partenza.
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