
LO SPORT COME DIRITTO: COMPIE 15 ANNI “SPORT SENZA FRONTIERE”
Sport Senza Frontiere ETS celebra il suo quindicesimo anniversario con il convegno “15 anni di inclusione, educazione e benessere attraverso lo sport” ospitato all’Università Roma Tre, nell’Aula Magna del Rettorato. L’incontro è l’occasione per fare il punto su quindici anni di attività e presentare i risultati della ricerca della Fondazione Zancan sul progetto “Sport Power”.
MODERA IL CONVEGNO la giornalista Cristina Chiuso
In Italia lo sport non è ancora per tutti: nel 2024 meno di 3 persone su 10 lo praticavano con continuità, una quota che scende nelle periferie delle grandi città e al Sud, (27,9%, rispetto al 43,9% del Nord-est)[1]. Costi inaccessibili, strutture assenti, contesti educativi fragili: è in questo spazio che da 15 anni opera Sport Senza Frontiere ETS, che nel solo 2025 ha seguito circa 1.400 ragazzi ogni anno.
L’associazione celebra quest’anno il suo quindicesimo anniversario all’Università Roma Tre con il convegno “15 anni di inclusione, educazione e benessere attraverso lo sport”, alla presenza del del Rettore dell’Università Roma Tre Massimiliano Fiorucci, padrone di casa, del Capo del Dipartimento per lo Sport – Presidenza del Consiglio dei Ministri in rappresentanza del Ministro per lo Sport e i Giovani, Flavio Siniscalchi, e dell’Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale Alessandro Onorato. L’evento, patrocinato dal Comune di Roma e organizzato in collaborazione con lo stesso Ateneo, sarà l’occasione per fare il punto su un percorso che ha portato a coinvolgere, dalla nascita a oggi, complessivamente oltre 14.000 minori in 15 città in Italia. A raccontare la storia e gli sviluppi di Sport Senza Frontiere saranno Alessandro Tappa (presidente e co-fondatore), Elena Giliberti (direttore generale) e Alessia Mantovani (responsabile programma nazionale).
In cattedra anche i protagonisti diretti: educatori , beneficiari ed ex beneficiari di Roma e di Napoli, Salvatore, Michele, Olaya e del progetto JOY, come Federico di Acquasanta Terme, una delle zone del Sisma del Centro Italia, prima benficiario poi tutor ed ora educatore di JOY . Ci sarà anche Malik, papà arrivato da Gaza i cui 4 figli sono stati inseriti nel programma di SSF: porta la voce delle tante famiglie accolte nel progetto “Sport di Prima Accoglienza”. E poi ragazzi di Sport Senza Frontiere Next Generation, che continuano a far parte del percorso tracciato dall’Organizzazione. Non potevano mancare i runner del cuore, motore della raccolta fondi del progetto JOY. In rappresentanza, da Milano, ci sarà Roberto “Rebo” Stocchi di Rebel.
Insieme a loro gli Ambassador dell’associazione Andy Díaz Hernández e Fabrizio Donato.
Nel corso della mattinata una tavola rotonda moderata dal professor Fabio Bocci, Professore Ordinario, Università Roma Tre, che ha riunito accademici e professionisti attorno a un tema cruciale: il ruolo dello sport nella prevenzione del disagio psicologico nei giovani e nella formazione di educatori capaci di operare in contesti fragili. Introduce il confronto Paola Perucchini – Direttrice Dipartimento di Scienze della Formazione Università Roma Tre. Ascolteremo gli interenti di :
Arianna Terrinoni – Dirigente Medico, Neuropsichiatria Infantile, Policlinico Umberto I
Romana Andò – Dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte, Spettacolo, Università La Sapienza
Daniele Coco – Delegato del Rettore per il Coordinamento e lo Sviluppo delle Attività
Attualmente SPORT SENZA FRONTIERE è presente in 8 città italiane: Milano, Novara, Monza, Torino, Roma, Fiumicino, Bari, Napoli e a breve Palermo, prossima ad aggiungersi alla rete. Ma i numeri da soli non bastano a raccontare l’impatto umano, cosa avviene quando un ragazzo impara a fidarsi di un allenatore, di un educatore, di sé stesso: “In quindici anni abbiamo visto cosa succede quando lo sport diventa accessibile: cambia il modo in cui i ragazzi vedono sé stessi e il loro futuro. Non è solo attività fisica, è un’esperienza che costruisce fiducia, relazioni e opportunità. Il nostro obiettivo resta lo stesso: fare in modo che nessun bambino resti escluso da questa possibilità”, ha raccontato Alessandro Tappa, Presidente e co-fondatore di Sport Senza Frontiere.
A certificare l’impatto del modello sono anche i dati della ricerca della Fondazione E. Zancan nell’ambito del progetto triennale “Sport Power”, avviato nel 2022 nei quartieri periferici di Roma, Napoli, Bari e Domusnovas.
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[1] Fonte: Istat, “La pratica sportiva in Italia”, 2025



