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Sasho e il rugby

 

Sasho ha 11 anni, viene dalla Bulgaria e oggi vive in un centro di accoglienza della periferia di Roma Nord con sua madre Katia e suo fratello.

Sasho e la sua famiglia vivono in una stanza, con il minimo indispensabile, condividendo la vita nel centro di accoglienza con altre famiglie in difficoltà.

Per un bambino come Sasho ambientarsi in nuovo paese non è facile: la lingua, le abitudini, le persone. E' tutto nuovo, è tutto difficile.

Due anni fa Sasho è stato inserito nel programma Sport Senza Frontiere per un corso di rugby al Cus Roma Rugby.

Inizialmente sembrava un gioco davvero complicato: quante regole! e questa palla ovale che rimbalzava a malapena. Ma una cosa era chiara fin da subito: rispetto, lealtà, spirito di squadra.

Sasho ha iniziato a frequentare con costanza, incoraggiato dagli allenatori e dai compagni di squadra e, allenamento dopo allenamento, ha iniziato a mostrare padronanza nel gioco fino a diventare elemento indispensabile della squadra. Gioca da ala, è piccolo ma veloce, e scatta in avanti incurante dei placcaggi degli avversari.

Tra i genitori dei suoi compagni è scattata la gara per andare a prenderlo la domenica, quando la squadra gioca in trasferta. Mamma Katya, che ha capito quanto è importante il rugby per suo figlio, fa il tifo dagli spalti. E al terzo tempo, grigliata per tutti.

Grazie a te possiamo aiutare tanti altri bambini come Sasho.

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